giovedì 16 ottobre 2014

16 Ottobre: giornata mondiale dell’educazione alimentare


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È dal 1981 che il 16 ottobre si celebra la giornata mondiale dell’educazione alimentare, istituita dalla FAO per sensibilizzare e far riflettere l’opinione pubblica sul tema della fame, la mal nutrizione e tutti i problemi di salute correlati a esse. Negli ultimi decenni i disturbi legati all’alimentazione si sono diffusi in moltissimi Paesi: infatti nei Paesi sottosviluppati si evidenziano gravi problemi di malnutrizione correlati alla fame e alla povertà, mentre nei Paesi industrializzati si riscontrano altre tipologie di malnutrizione, conosciute come anoressia e bulimia. Ecco perché si parla di educazione alimentare: per far sì che la distribuzione del cibo nel mondo sia più omogenea, per insegnare a tutti che il cibo è necessario per la vita e la salute di
tutti gli individui.
In psicologia si parla spesso di anoressia e bulimia, si portano avanti progetti nelle scuole, nelle aziende e nelle strutture sanitarie per educare le persone ad una alimentazione sana ed equilibrata, cercando di attenuare l’associazione ( che spesso si compie) tra stati emotivi e cibo. Infatti in molte culture, e soprattutto in quella dei Paesi Occidentali, il cibo non è un semplice mezzo per sfamarsi, ma è uno strumento attraverso cui veicoliamo legami affettivi, sociali,  premi e punizioni. Pensiamo ai pranzi e  alle cene familiari, esse sono un momento nel quale le famiglie si riuniscono intorno alla tavola per condividere, mentre mangiano, le esperienze della propria vita; e così anche per i pranzi di lavoro, ricevimenti nuziali, inaugurazioni di attività ecc... per non parlare di tutte le volte che ci gratifichiamo o ci puniamo concedendoci o no il famoso cioccolatino!
Questo è l’aspetto emozionale sano del mangiare insieme; ma quando sopraggiungono stati emotivi depressivi, legati a problemi di autostima e autoefficacia, il cibo può divenire un mezzo attraverso il quale le persone sfogano le proprie emozioni, desiderando quasi sparire dalla vista dei propri cari o imponendosi alla loro attenzione, occupando fisicamente quello spazio che emotivamente non si sentono di occupare. Ovviamente questo tema andrebbe approfondito e analizzato più dettagliatamente, per evitare generalizzazioni, dal momento che ogni storia ha le proprie caratteristiche uniche e irripetibili e andrebbero studiate caso per caso. Oggi si vuole semplicemente dedicare una giornata alla riflessione su questo tema, tanto complesso e tanto vicino ad ognuno di noi.

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