Uno tra gli eventi più dolorosi che una famiglia può vivere
è la fine dell’amore tra i due partner; che si parli di coppie sposate o
conviventi non c’è differenza: il carico emotivo è sempre particolarmente
intenso e doloroso e tutte le persone coinvolte sono trascinate in un vortice
di emozioni contrastanti e complesse da gestire. Ma per quale motivo un amore
finisce? Al di là di quelli che possono essere considerati fattori scatenanti
(tradimento, disaffezione, controversie continue ecc… ) un amore finisce nel
momento in cui la vita di coppia diventa una sofferenza, i livelli di
tolleranza si abbassano e soprattutto non si tollera più l’idea e il fatto di
accostare la nostra immagine a quella del
partner. Pensateci un attimo, quando
le persone si innamorano di qualcuno raccontano la loro relazione attraverso la
descrizione di se stessi : “Mi sento rinato/a”, “Da quando esco con lui/ lei
faccio tante cose che prima non facevo”, “Lui/ lei mi fa sentire al centro dei
suoi pensieri”… questo accade in quanto vediamo nell’altra persona non soltanto
una bella e brava persona, ma una fonte di soddisfazione e accoglimento di
antichi bisogni ben radicati in ognuno di noi.
Descritto in questi termini potrebbe sembrare riduttivo e poco
romantico, ma sapete perché un sorriso, uno sguardo intenso, un gesto
particolare colpiscono tanto da far scattare il colpo di fulmine? Perché comunicano
attenzione, protezione, incoraggiamento, insomma diventano un canale comunicativo
esclusivo, attraverso cui due persone trasmettono i propri bisogni e la propria
propensione a soddisfarli. Una volta appagati i bisogni, vediamo l’altro per
ciò che realmente lui/lei è, nella sua interezza e nelle sue caratteristiche
personali e allora si possono aprire due strade: o passiamo dall’infatuazione
all’innamoramento ( e iniziamo una relazione autentica e attenta ai bisogni
reciproci) oppure ci disaffezioniamo e iniziamo ad allontanarci emotivamente e
fisicamente dal partner. I tempi di cui le persone hanno bisogno per prendere
consapevolezza di ciò variano da soggetto a soggetto, compresa la soglia di
tollerabilità di fronte ad una relazione poco appagante: ci sono individui che
rendendosi conto che l’unione non li
rende felici ( l’infelicità di coppia supera l’amore personalmente provato ) la
interrompono subito e ci sono persone che, per molteplici motivi personali,
stentano, aspettano o rinunciano a fare questa scelta. In amore ( come per altri aspetti della vita)
bisogna “sporcarsi le mani”, vivere in prima persona le esperienze, per capire
cosa vogliamo e chi siamo; porre fine ad una relazione non è mai facile e più
la storia è stata lunga più è complesso prendere tale decisione, ma nel momento
in cui questo accade, e passata la tristezza e il dolore, non recriminiamo il
tempo vissuto in quella storia, poiché ci è servito per crescere, conoscere di
più noi stessi, per capire di cosa abbiamo bisogno e cosa possiamo offrire agli
altri. Dunque, è preferibile rimanere a rimuginare su ciò che è stato o
ipoteticamente sarebbe potuto accadere oppure aprire un nuovo capitolo della
propria vita? A voi la scelta, qualunque essa sia!

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