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Natale si avvicina e molte persone iniziano a pensare ai
regali da comprare per familiari e amici, soprattutto in questi tempi di forte
crisi economica, che limita il potere di acquisto di tanti italiani.
Comprare un dono, soprattutto alle persone a cui si tiene
maggiormente, non è cosa da poco: un regalo è molto più di un semplice oggetto
acquistato e ben impacchettato, in quanto rappresenta sia uno scambio di cura e
attenzioni ricche di cariche emotive sia uno status symbol attraverso il quale
le persone comunicano qualcosa. Infatti oggi, quando compriamo un oggetto non
ci limitiamo, come accadeva un tempo, a valutare la funzionalità del prodotto e
dei benefici soggettivi che possiamo trarne, ma stiamo ben attenti a se e
quanto sia necessario sostituire un bene con un altro che possa offrire un
forte senso di identità e appartenenza. Le persone, dunque, cercano soluzioni
che si avvicinino il più possibile alla propria persona e a quella dei
destinatari degli acquisti, preferendo le marche che sanno interpretare e
seguire con tempestività l’evoluzione dei gusti e delle mode, stabilendo con la
marca una relazione di apprezzamento e fiducia. Si dice “quello che conta è il
pensiero”, ma alla fine in tanti sperano di essere apprezzati per il regalo che
portano e, in determinate situazioni, si sentono quasi obbligati a scegliere un
regalo di un certo tipo e valore.
In libreria si possono trovare tanti testi che affrontano il
significato del dono, sia nella nostra cultura (altamente consumistica) sia
nelle culture passate, in cui il regalo aveva una forte connotazione sociale. Personalmente
credo che possa essere gratificante trasmettere complicità e gioia attraverso
un regalo “ben pensato”, ma allo stesso tempo credo che sia importante
sottolineare come le persone non siano il regalo che ci fanno, non siano nel
regalo che ci fanno e, soprattutto, non paragoniamo il legame che ci unisce col
regalo che riceviamo!



