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Il tema sui
ruoli familiari catalizza l’attenzione delle persone, in quanto coinvolge
direttamente attraverso l’immedesimazione o il riconoscimento di alcuni ruoli
su persone a noi vicine; oggi mi chiedete di approfondire il tema sul ruolo
della donna all’interno della famiglia; ben lieta di accontentarvi, cercherò di
sintetizzare gli aspetti principali, dato che questo tema si presenta molto
ampio e articolato.
Il ruolo che
una donna assume all’interno della
propria famiglia si può considerare come il
risultato di una sintesi tra diverse componenti: i modelli di identificazione
vissuti durante l’infanzia (dai 5 ai 12 anni circa) all’interno della famiglia
di origine, l’immagine di donna che la persona ha elaborato nella propria
mente, la tipologia di relazione che instaura col proprio partner, le
aspettative sociali e la realtà socio-culturale ed economica in cui vive;
inoltre non bisogna dimenticare la natura dinamica della vita, che spesso porta
le persone, in questo caso le donne, a riorganizzare e rinnovare la propria
quotidianità e la propria immagine, abbandonando modelli statici e
stereotipati.
In passato
il ruolo della donna all’interno della famiglia ruotava principalmente intorno alla
cura e gestione della casa e dei figli (quindi i ruoli principali erano quelli
di moglie e madre); con gli anni Settanta si sono aperte le porte della
carriera lavorativa, dell’indipendenza economica, della cura della propria
immagine e della vita sociale, che hanno portato la donna a dover integrare
nella propria vita diversi ruoli (non più solo il ruolo di moglie e madre, ma
anche lavoratrice e donna moderna), ruoli che a volte si armonizzavano con la
vita familiare, arricchendola di nuove esperienze e stimoli, altre volte diventavano
fonte di conflitti a causa degli innumerevoli impegni e rinunce. Attualmente lo scenario sociale mostra
situazioni familiari e sociali abbastanza sfaccettate e ambivalenti: troviamo
giovani donne che scelgono la vita di coppia, ma non la genitorialità, altre
che, invece, scelgono di formare una famiglia pur non rinunciando alla
realizzazione professionale, altre ancora che, pur essendo laureate e specializzate
professionalmente, si dedicano alla famiglia a tempo pieno per scelta personale
o perché non riescono a trovare un lavoro o, viceversa, rinunciano alla
famiglia per lo stesso motivo. Spesso i mass media ci propongono e promuovono
immagini di donne che riescono a conciliare i diversi ruoli, familiari e
sociali, in maniera egregia: mogli premurose, ma anche curate e seducenti,
mamme affettuose e gioiose, donne in carriera serie e determinate …tutto in una
sola donna! Credo che nel panorama quotidiano non sia tutto così ovvio e
scontato, piuttosto penso che ogni donna cerchi di promuovere il ruolo che più
si sente di rappresentare, facendo del suo meglio anche quando la vita spinge
verso strade diverse da quelle che avevamo pensato di percorre, con la
consapevolezza di riservarci una porta sempre aperta a nuove occasioni e
possibilità, che ci facciano sentire gratificate a prescindere dal ruolo col
quale ci identifichiamo o ci identificano gli altri.
P.S. Per approfondimenti sul tema vi consiglio i
seguenti testi:
-“La
maternità può attendere” di Elena Rosci;
-“Mamme
acrobate” di Elena Rosci.

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