mercoledì 3 dicembre 2014

Il ruolo della donna nella famiglia post-moderna.

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Il tema sui ruoli familiari catalizza l’attenzione delle persone, in quanto coinvolge direttamente attraverso l’immedesimazione o il riconoscimento di alcuni ruoli su persone a noi vicine; oggi mi chiedete di approfondire il tema sul ruolo della donna all’interno della famiglia; ben lieta di accontentarvi, cercherò di sintetizzare gli aspetti principali, dato che questo tema si presenta molto ampio e articolato.
Il ruolo che una donna assume all’interno della
propria famiglia si può considerare come il risultato di una sintesi tra diverse componenti: i modelli di identificazione vissuti durante l’infanzia (dai 5 ai 12 anni circa) all’interno della famiglia di origine, l’immagine di donna che la persona ha elaborato nella propria mente, la tipologia di relazione che instaura col proprio partner, le aspettative sociali e la realtà socio-culturale ed economica in cui vive; inoltre non bisogna dimenticare la natura dinamica della vita, che spesso porta le persone, in questo caso le donne, a riorganizzare e rinnovare la propria quotidianità e la propria immagine, abbandonando modelli statici e stereotipati.
In passato il ruolo della donna all’interno della famiglia ruotava principalmente intorno alla cura e gestione della casa e dei figli (quindi i ruoli principali erano quelli di moglie e madre); con gli anni Settanta si sono aperte le porte della carriera lavorativa, dell’indipendenza economica, della cura della propria immagine e della vita sociale, che hanno portato la donna a dover integrare nella propria vita diversi ruoli (non più solo il ruolo di moglie e madre, ma anche lavoratrice e donna moderna), ruoli che a volte si armonizzavano con la vita familiare, arricchendola di nuove esperienze e stimoli, altre volte diventavano fonte di conflitti a causa degli innumerevoli impegni e rinunce.  Attualmente lo scenario sociale mostra situazioni familiari e sociali abbastanza sfaccettate e ambivalenti: troviamo giovani donne che scelgono la vita di coppia, ma non la genitorialità, altre che, invece, scelgono di formare una famiglia pur non rinunciando alla realizzazione professionale, altre ancora che, pur essendo laureate e specializzate professionalmente, si dedicano alla famiglia a tempo pieno per scelta personale o perché non riescono a trovare un lavoro o, viceversa, rinunciano alla famiglia per lo stesso motivo. Spesso i mass media ci propongono e promuovono immagini di donne che riescono a conciliare i diversi ruoli, familiari e sociali, in maniera egregia: mogli premurose, ma anche curate e seducenti, mamme affettuose e gioiose, donne in carriera serie e determinate …tutto in una sola donna! Credo che nel panorama quotidiano non sia tutto così ovvio e scontato, piuttosto penso che ogni donna cerchi di promuovere il ruolo che più si sente di rappresentare, facendo del suo meglio anche quando la vita spinge verso strade diverse da quelle che avevamo pensato di percorre, con la consapevolezza di riservarci una porta sempre aperta a nuove occasioni e possibilità, che ci facciano sentire gratificate a prescindere dal ruolo col quale ci identifichiamo o ci identificano gli altri.


P.S.  Per approfondimenti sul tema vi consiglio i seguenti testi:
-“La maternità può attendere” di Elena Rosci;

-“Mamme acrobate” di Elena Rosci.

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