giovedì 20 novembre 2014

Il conformismo: una via sicura per non sbagliare o per piacere agli altri?

Parlare  di moda, di tendenze e di cosa sia “in” e “out” è un fenomeno molto diffuso, che racchiude svariati aspetti della nostra vita e delle nostre relazioni sociali: abbigliamento, tecnologia, auto, locali, stili di vita, cibi sono solo alcuni esempi; ma per quale motivo desideriamo essere costantemente informati su ciò che piace alla maggioranza? Per quale motivo vogliamo “fare la differenza” ma, comunque, tendiamo a conformarci alla massa? Pensiamo che la maggioranza ci indichi comunque una verità oggettiva o abbiamo paura di apparire eccessivamente diversi rispetto agli altri?
Lo studioso Asch fu tra i primi a occuparsi di percezione sociale, conformismo e stereotipi, dedicando gran parte del tempo a
effettuare ricerche e test sul campo, che potessero fornire una risposta a queste domande: bene, da tali ricerche emerge come il parere degli altri sia molto importante in relazione al fatto che abbiamo bisogno di piacere agli altri e, soprattutto, sia importante sentirsi parte di un gruppo. Pertanto secondo la maggioranza delle persone, un requisito fondamentale per instaurare relazioni sociali consiste nell’acquisizione di un sistema di modelli di comportamenti e status simbol che incrementino le nostre chance nel far parte di uno o più gruppi. Nel suo interagire costantemente con gli altri, le persone si sentono obbligate a comportarsi e trasmettere modelli condivisi dalla maggioranza e nel fare questo starà attento a cogliere eventuali segnali di approvazione o disapprovazione da parte del gruppo. Ecco dunque il motivo per il quale i figli chiedono un determinato tipo di abbigliamento, orari per lo svago e luoghi di incontro e gli adulti sono disposti a fare salti mortali pur di curare la propria immagine (vestiario, auto, cellulari ecc..).

Ora, alla luce di tali ricerche, non possiamo tracciare una linea netta tra ciò che sia sbagliato e cosa, invece, sia giusto fare: come spesso sottolineo bisogna riflettere sui bisogni nascosti che motivano le nostre richieste e valutare di volta in volta cosa sia meglio per noi, tenendo presente che un accessorio può essere un buon biglietto da visita, ma poi tutto il resto dipende da noi, dal nostro carattere e dalla nostra personalità.

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