![]() |
| immagine protetta da Copyright |
mimica facciale, la postura, il modo di gesticolare, mentre nella nostra testa siamo, quasi sempre, consapevoli di sentire se stiamo vivendo un’esperienza piacevole o no. È vero anche come , a volte, non sia semplice capire chiaramente se siamo felici o infelici, contenti o spaventati: sottovalutare o sopravalutare alcune situazioni che ci troviamo a vivere può innescare delle ambiguità o ambivalenze percettive, che possono farci sentire confusi.
Inoltre le emozioni sono
importanti in quanto assolvono a tre funzioni principali: permettono di
comunicare all’esterno lo stato interno dell’organismo; ci informano in modo
immediato sullo stato del nostro organismo in relazione a bisogni, desideri e
aspettative; e ultimo, ma non meno importante, preparano l’organismo a
fronteggiare le situazioni di emergenza.
È sulla base di questi costrutti teorici che agli inizi
degli anni ’90 vengono esposte le prime teorie sull’intelligenza emotiva:
proprio nel 1990 Salovey e Mayer pubblicano un famoso articolo in cui
definiscono l’intelligenza emotiva come “l’abilità di controllare i sentimenti
e le emozioni proprie e degli altri, di distinguerle tra di loro e di usare
tali informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. Successivamente,
nel 1996, Goleman rielabora la definizione dei due Autori all’interno del suo
famoso libro, intitolato appunto, “L’intelligenza emotiva”, in cui la descrive
come quella capacità che riesce a motivarci e incoraggiarci a perseguire i
nostri obiettivi e desideri, nonostante le frustrazioni che possiamo provare
lungo il percorso, una capacità che ci aiuta a modulare gli stati d’animo in
modo da poter continuare a pensare e ragionare in maniera lucida e strategica e
a porsi con empatia verso le persone che ci stanno accanto. Dunque, Goleman
afferma come l’intelligenza emotiva ci permetta di cogliere i diversi aspetti
della nostra vita emozionale e, al contempo, comprendere gli altri e, di
conseguenza, rapportarsi a loro nella
maniera più desiderata; un concetto che successivamente l’Autore applicherà all’interno
di tutti i contesti sociali di cui l’individuo fa esperienza: la famiglia, il
lavoro, la scuola, lo sport ecc..
Come si può notare, quella dell’intelligenza emotiva è una
teoria molto interessante, che negli ultimi tempi ha riscosso molto successo e
numerose applicazioni.

Nessun commento:
Posta un commento