![]() |
| immagine protetta da Copyright |
Negli ultimi
tempi tante persone si sentono frustrate e insoddisfatte della propria
quotidianità: crisi economica, perdita dei valori sociali, rottura dei legami
interpersonali sono le cause più indicate dagli individui stessi. Ma cosa si
può fare quando un ostacolo (temporaneo o permanente) interferisce con la
possibilità di soddisfare i propri bisogni?
Prima di
tutto bisogna sottolineare il fatto che i sentimenti di frustrazione che
nascono all’interno dell’ambiente familiare, sociale e lavorativo sono più
comuni e intensi rispetto a quelli che sorgono in relazione a cause esterne
(come ad esempio le caratteristiche geografiche dell’ambiente in cui vive) e
questo accade perché l’ambiente familiare per primo, e quello lavorativo e
sociale poi, impongono regole e divieti, a prescindere dall’età e dallo status,
che sono fonte di disturbo; dunque, le persone si trovano a dover fare
costantemente riferimento alle
proprie capacità di mediazione tra ciò che
veramente desiderano e i tempi e le modalità attraverso le quali soddisfare
tali desideri. Dalla prima infanzia fino all’età senile la famiglia rende
difficoltoso in più occasioni il soddisfacimento dei bisogni individuali a
favore di un equilibrio e una stabilità di gruppo, così come sul posto di
lavoro, a causa della diversa valorizzazione dei ruoli, delle difficoltà a
ricoprire numerosi incarichi o avanzamenti di carriera, sentirsi frustrati
risulta molto frequente.
La frustrazione
è sempre associata a risposte emotive che possono essere più o meno spiacevoli
e che ci spingono a mettere in atto comportamenti e azioni più o meno adeguate
al raggiungimento dell’obiettivo. Dunque, è tra queste azioni adeguate che
possiamo dare una risposta alla domanda che ci siamo posti inizialmente. Una prima
scelta può essere quella di intensificare gli sforzi e l’impegno per ottenere
ciò che si desidera: non demoralizzarsi e insistere con entusiasmo nel cercare
un risultato positivo risulterà sicuramente utile nel raggiungimento dell’obiettivo
finale; un’altra strategia vantaggiosa può essere il mettersi in discussione:
riorganizzare le azioni e i mezzi usati fino a quel momento ci permette di
capire di cosa abbiamo veramente bisogno per ottenere ciò che desideriamo. Ad esempio
a un figlio che prende un’insufficienza in un compito in classe gli si può dire
di studiare di più, ma, a volte, è necessario aiutarlo a trovare un metodo di
studio alternativo a quello usato fino a quel momento; così come nei rapporti
interpersonali è vero che bisogna parlare tanto e condividere ciò che si prova,
ma bisogna trovare i canali comunicativi adeguati, affinché il dialogo diventi
costruttivo.
Esiste anche
una terza strada, quella della sostituzione dell’obiettivo: se con le
precedenti risposte non si ottengono risultati soddisfacenti è il caso di
decidere di modificare o sostituire l’obiettivo originario con uno più facile
da raggiungere; in questo caso alcuni potrebbero affermare che si stanno
accontentando ma comunque per il momento riusciranno ad allentare il loro stato
di tensione e frustrazione e poi le occasioni della vita (se sapute cogliere)
daranno modo di farci sentire felicemente appagati.

Nessun commento:
Posta un commento