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Oggi vi voglio parlare (e consigliare) un libro che ho avuto
il piacere di leggere recentemente, che mi è piaciuto tantissimo e che mi ha
permesso di riflettere ancora una volta su me stessa, come persona e come
psicologa. Il testo si intitola “La
maternità può attendere. Perché si può essere donna senza essere madre” di
Elena Rosci. Perché mi è piaciuto? Perché in questo libro si affronta il tema
della scelta della maternità nella società attuale, senza dare giudizi o pareri
sulla scelta in sé, ma offrendo un punto di vista molto ampio, all’interno del
quale si trovano numerose
opinioni che veramente permettono di avere una
visione più ampia sull’argomento. Attualmente il calo demografico è un dato
evidente agli occhi di tutti e spesso ci si interroga su quali possano essere
le cause e le motivazioni profonde che spingono tante donne a rinunciare allamaternità; in riferimento a questo, il libro illustra quelle che possiamo considerare motivazioni di natura sociale (come la precarietà o la mobilità lavorativa, l’insufficienza di strutture rivolte all’infanzia, ecc...) sia motivazioni di natura personale (sentimenti di inadeguatezza verso il compito, incertezza sul “quando” diventare mamma, ambivalenza nell’affrontare i cambiamenti nel proprio stile di vita ecc...); ma il concetto che mi ha fatto più riflettere, e che in parte sintetizza le cause che ricerchiamo, è quello in cui si evidenzia come la maternità non sia più un “dovere sociale” come lo era un tempo, ma una “scelta” autonoma. Cosa implica questo? Secondo l’Autrice (e io condivido a pieno) ciò vuol dire che mentre prima la maternità era un’ovvia conseguenza del diventare una donna adulta, adeguatamente inserita nella società, e, soprattutto, fortemente condizionata da un’aspettativa sociale che canalizzava i desideri della donna, e della coppia, verso tale direzione (la maternità); oggi non è più così: infatti, la società offre così tante opportunità di stili vita e di realizzazione personale che non solo fa sentire la donna appagata e (passatemi il termine) completa anche senza ricoprire il ruolo di madre, ma anche quando si sceglie di avere un figlio non sempre, e non subito, sa a quale modello materno fare riferimento, poiché spesso i modelli proposti sono tanti, complessi e, non di rado, in contraddizione tra loro. Dunque, ci troviamo di fronte una società che lascia libertà di scelta, ma che, a volte, lascia soli e indecisi davanti a scelte importanti che cambiano la vita.
Quello che vi propongo oggi è un libro da leggere a tutte le
età, non per sapere quale scelta fare in merito (ovviamente!), ma per
comprendere meglio la società in cui viviamo, i modelli di vita che stiamo
costruendo e riflettere sul mondo che vorremo che le nuove generazioni
conoscessero.

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