venerdì 24 ottobre 2014

Acqua, ragni, aerei e altre fobie.

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Un paio di anni fa, mentre frequentavo un corso di acquagym, arrivò in piscina una nuova iscritta, una donna sulla quarantina, che rimase per tutta la lezione aggrappata al bordo vasca, terrorizzata dalle onde create da noi che facevamo la lezione e dall’idea di scivolare e affogare. Aveva paura dell’acqua. Si era iscritta in piscina proprio per vincere questa fobia e far in modo che non limitasse più la sua vita.
Le fobie sono paure irrazionali che affliggono molti di noi: indipendentemente dall’età che abbiamo, dal lavoro che svolgiamo e dai contesti sociali in cui cresciamo e viviamo, le fobie si possono manifestare, coglierci di sorpresa e condizionare pesantemente le nostre giornate.
Ma cosa si intende per fobia?
La fobia è una paura irrazionale, molto intensa, associata a una
categoria di oggetti o eventi; si classificano come fobie semplici, quelle in cui la paura ha come focus un oggetto specifico (un animale, una sostanza, una situazione) e fobie sociali, quelle in cui la paura concerne l’essere giudicati o esaminati dagli altri (parlare in pubblico, incontrare nuove persone, mangiare all’aperto). Le prime, nella maggioranza dei casi, compaiono verso l’inizio della seconda infanzia, ossia nel periodo in cui è abbastanza comune il fatto che si manifestino paure come quella del buio o verso un animale; mentre le seconde tendono a esordire durante l’adolescenza, periodo in cui la normale timidezza può destare qualche problema.
Solitamente le persone che manifestano una determinata fobia sono consapevoli del fatto che la loro sia una paura irrazionale, ma nonostante ciò non riescono a controllarla. Potremmo anche dire che le fobie sono versioni sproporzionate di semplici reazioni di paura, ossia l’emozione difensiva più importante che gli uomini possiedono, in quanto ci aiuta a reagire prontamente ai pericoli, stimolando la mente e il corpo ad attivare le risorse necessarie per affrontare il pericolo. Dunque, la paura ci protegge e ci difende dall’ambiente,  attivando in noi comportamenti di attacco o fuga finalizzati alla sopravvivenza, ma quando la paura diventa eccessiva o canalizzata con modalità non funzionali può trasformarsi in fobia, condizionando la nostra vita. Prendiamo come esempio la paura di volare, legata soprattutto al pensiero che l’aereo possa cadere o al pensiero di star male e non poter essere soccorsi, in quanto sospesi nell’aria. Alcune statistiche riportano il dato che quasi la metà degli italiani vive con disagio il fatto di dover prendere l’aereo, arrivando a scegliere altri mezzi di trasporto se la fobia è particolarmente forte. “Fortunatamente esistono navi e treni!” esclamano queste persone, ma pensiamo a come l’organizzazione di un viaggio di piacere o di lavoro è condizionato da tale paura, incidendo su molti aspetti della vita personale e familiare.

Accettare la paura, darle voce per comprenderla, è sicuramente il primo passo da compiere per affrontarla e superarla, un’occasione per conoscere meglio se stessi, migliorarci e prenderci cura della nostra vita.

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