martedì 4 novembre 2014

Perfezionismo e fallimento

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A volte capita che concetti quali bravura e competenza vengano scambiati o confusi col perfezionismo. I perfezionisti vorrebbero evitare di commettere errori, in modo da evitare le critiche negative, vorrebbero proporre costantemente un’immagine di se stessi sempre in ordine e appropriata al contesto, sempre pronti a dire o fare la cosa giusta al momento giusto, illudendosi che solo in questo modo saranno amati e apprezzati da chiunque. E ancora, desiderano un’immagine sempre alla moda, mantenere costantemente il peso forma, fare viaggi emozionanti da raccontare, ricevere promozioni o intraprendere nuove iniziative lavorative da vantare, successi scolastici dei figli, nonché una relazione felice e appagante; tutto questo si potrebbe definire bello quanto irreale. La perfezione non fa parte di questo mondo e includere un po’ di disordine e imperfezione alla nostra immagine non è poi così tanto drammatico e invalidante. Ultimamente anche la televisione e il web propongono personaggi e situazioni di vita quotidiana caratterizzate da
difetti ed errori che mirano a smitizzare il fascino di Superman e Wonder Woman, anche se alla fine il richiamo e l’incanto della perfezione ci riconquistano e noi torniamo a rincorrere miti irraggiungibili. Come mai accade questo? Poiché sotto sotto, nel nostro profondo, desideriamo distinguerci dagli altri, essere migliori, essere quelli che si differenziano per una caratteristica propria. Quando ci confrontiamo col mondo esterno abbiamo paura di non essere capaci di raggiungere gli stessi traguardi che raggiungo gli altri (ammesso che i così detti “altri” li raggiungano), quei traguardi socialmente approvati e condivisi che ci fanno credere di vivere in armonia con il mondo. La paura di restare indietro, di essere inferiori e inappropriati ci spinge a dare sempre il massimo, a non fermarsi mai, non essere mai contenti di quello che si ha o che si è ottenuto fino a quel momento. Sarebbe bene iniziare a considerare i traguardi sociali come una mappa generale, una rassegna di possibilità da cogliere, cercando di comprendere quali tra queste opportunità ci rappresenta maggiormente, con quale intensità desideriamo evidenziare un aspetto piuttosto che un altro, quali scartare perché non ci appartengono e iniziare a scegliere le nostre priorità sulla base dei nostri desideri.

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