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parenti e amici in seguito a gravi problematiche come separazioni, difficoltà economiche, malattie. Non giudico nessuno, anche perché credo che all'origine di questi comportamenti ci siano spesso problemi di comunicazione e di chiarezza tra le persone coinvolte, paura di fare o di non fare, timore di essere invadenti, eccessiva immedesimazione che non ci permette di essere oggettivi. Ho notato che in rete sono state create tante immagini commentate su questo tema e ho notato che tantissime persone le condividono. Trovare una ricetta garantita che ci preservi da queste situazioni credo sia difficile, però possiamo mettere in atto delle strategie che ci possono essere di aiuto:
- Prima di tutto limitiamo le aspettative: esse sono nostre congetture basate sia su ciò che noi (e solo noi) ci aspettiamo che quella persona faccia o non faccia, sia sull’immagine che noi ci siamo costruiti di quella persona (ma non è detto che quella persona sia realmente così).
- Secondo, limitiamo le confidenze: riflettiamo bene su ciò che desideriamo raccontare su noi stessi. Attenzione, non si tratta di testare l’affidabilità dell’altro, ma di tenere strettamente personale ciò che riteniamo tale. Quante volte ci siamo pentiti di aver raccontato qualcosa di molto personale? Quante volte ci siamo sentiti “nudi” dopo esserci esposti troppo? Quante volte ci siamo sentiti incompresi perché dall’altra parte non c’è stato un feedback positivo? (consideriamo che ciò che per noi può essere molto privato e personale non per forza deve esserlo anche per il nostro interlocutore...ognuno ha la sua soglia di riservatezza!).
- Terzo, evitiamo le simbiosi: avere una vasta rete di relazioni appaganti e soddisfacenti può essere un rimedio efficace per non sentirsi soli e abbandonati; questo non significa essere superficiali, ma concedersi un panorama diversificato di relazioni, che attenuano e frammentano le aspettative personali.
- Quarto, aboliamo il dualismo “noi-loro”: nessuno è perfetto e comportamenti poco amorevoli ne commettiamo tutti in maniera più o meno consapevole. Credo che i familiari e gli amici non ci vogliano ferire intenzionalmente e che il loro (e nostro) atteggiamento sia riconducibile al senso di inadeguatezza e impotenza che spesso si presenta di fronte ai problemi altrui.
Questi sono solo alcuni suggerimenti, in quanto l’argomento è molto vasto e
ci vorrebbe più spazio per approfondirlo; ma nel mentre spero di esservi stata
in qualche modo utile!

brava hai proprio ragione...
RispondiEliminaConcordo pienamente solo che non sempre è facile districarsi anche perché quando prendi coscienza della cosa spesso è troppo tardi
RispondiEliminaConcordo con te anche se non sempre è facile districarsi anche perché quando prendi coscienza della cosa spesso è troppo tardi
RispondiEliminaCosa pensare ? Tutti noi spesso siamo parte e controparte soprattutto nel rapporto parentale . Hai ragione occorre rifletterci di più
RispondiEliminaLe scarpe anche strette sono sempre utili per andare avanti senza farci troppo male!
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